vecchio gioco di gruppo

A CACIUFRISCU

Questo gioco, in verità, lo si giocava talmente di rado che quasi nessuno se lo ricorda. Era, sicuramente un gioco molto antico e sostituiva di certo “ u picculu, essendo di gran lunga meno pericoloso.
Questo gioco aveva lo stesso procedimento del gioco del “picculu”, ma i bastoni erano sostituiti da piastrelle ed il picculu (birillo) da un mattone messo dritto in verticale.
Il materiale occorrente:
‘O Caciufriscu: un residuo di laterizio o una pietra piatta dalle dimensioni di uno zoccolo (mattone).In verità normalmente si usavsno delle pietre liscie e a volte quasi trasparenti, che trovavamo sotto la Porcareccia. Adesso so per certo che erano degli scarti della cava di alabastro che c’era nel XVI secolo.
A piastrèlla: un pezzo di pietra il più piana possibile, dalle dimensioni adatte a rimuovere “ o Caciufriscu” quando da essa viene colpito.
Una lippa (‘a leppa);
I bandoni (come a picculu).
Le regole sono come quelle del picculu, con la differena che si deve delimitare una zona per sfuggire al raccoglitore.
IL GIOCO
Prima di iniziare il gioco, si stabiliscono i limiti del campo (per esempio da “ u pizzicò ” der Municipio a prima dea Porcareccia, ‘a nnà fratta dea Parete e U Parco de ‘a Rimembranza), perché di solito si giocava, come si sa, a quello ‘e Marzilio Aureli, nna Valicella e precisamente tra quella che ora è la casa di Mario Giubettini e quella di Augusto De Petris.
Come a picculu, una volta stabilito chi sarà il raccoglitore, ogni giocatore, lancia la piastrella per far cadere la pietra verticale (‘o Caciufriscu, che noi chiameremo base) e mentre il raccoglitore rimette a posto la base, il tiratore deve raccogliere la sua piastrella e tornare dietro la linea di demarcazione. Se viene colpito dalla lippa, si deve fermare e viene raggiunto dal raccoglitore, il quale, prende “a piccóllu” ( a cavaceci, a cavalcioni) il tiratore e lo deve riportare vicino alla base. È chiaro che si cerca di portare il raccoglitore più lontano possibile dalla base. Ecco perché ci sarà un limite di confine. Quelli che non getteranno in terra la base, come a picculu, devono rimanere fuori dal gioco, fino a che non “si darà ‘mbicciu”; il colpito diventerà raccoglitore. Se non ci saranno estromessi, tutti  daranno ‘mbicciu.
Il bello di questo gioco, era quando il raccoglitore lanciava la lippa e non colpiva nessuno o meglio ancora quando la lippa veniva recuperata a volo dal lanciatore: la lippa veniva rilanciata più lontano. A volte, capitava che un mingherlino doveva piccollasse un cicciabomba come Ciccio ma fortuna che i cicciabombe non correvano troppo! Ogni tanto, qualche mamma che s’incontrava a vedere “ce ‘gnuriava”, ci sgridava esclamando:« Oh regazzì! Che manèra è a fasse portà a piccóllu da unu più picculu? Sucì ve sgrinete!» Per gli alieni, sgrinà sta per rompere la schiena.
Certo,chi poteva immaginare, allora, che si sarebbe parlato di questo gioco come fosse fantasia, visto che ormai abbiamo superaro la fantascienza dell’epoca mia!